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Vi è solo un dogma nella magia, ed è questo: il visibile è la manifestazione dell'invisibile, ovvero, in altri termini, il verbo perfetto è, nelle cose percepibili e visibili, in proporzione esatta con le cose impercepibili ai nostri sensi e invisibili ai nostri occhi.
~ Eliphas Levi


Cosa sono le parole?
In che modo si relazionano con gli altri e con la realtà?
Cosa si nasconde nelle parole?
Le parole possono essere fatte di sostanza?
Cosa c’è oltre alle parole?
Ciò che pensiamo è reale?

Cos’è vero?

Queste e altre domande animano questo wiki che non ha la pretesa di essere una risposta, ma un viaggio all’interno della RICERCA DEL SENSO delle cose e dei fenomeni… Queste pagine non hanno pretesa scientifica, bensì vogliono essere un serbatoio di materiali per tentare di definire l'esperienza dell'essere, mettendo insieme appunti, riflessioni, ossessioni... Un puzzle sì piccolo e fragile, ma composto da migliaia di pezzi che, seppur in forme diverse, mirano a combinarsi insieme e restituire qualcosa, un senso di cui, nell’attuazione del suo inevitabile processo, forse potremo intuire il disegno generale.


Indice




Il linguaggio è un gioco estremamente serio

Se il Verbo è Pensiero all’interno e Parola all’esterno, e se il mondo è l’effetto della Parola divina proferita all’origine dei tempi, la natura stessa può essere presa come simbolo della realtà soprannaturale.
~ René Guénon


Il mondo dei nomi e delle forme è un mondo fortemente illusorio, così verosimile da sembrare reale e concreto. È un mondo così forte e radicato da sovvrapporsi alla realtà. Spesso allora accade che la nostra rappresentazione, la nostra immagine dei fenomeni, collida con la verità ed il “mondo ci crolli addosso”. E questo accade quando ci rendiamo conto di come stanno veramente le cose.
Una fortuna.
Ad un individuo al quale capiti questa situazione è concessa la possibilità di riorganizzare schemi mentali, abitudini, convinzioni ecc. È un passo in più verso la libertà individuale, verso il disincanto privo di cinismo, di facili brevi ebrezze e quant’altro sia illusorio e passeggero. La libertà individuale si sviluppa mano a mano che una persona prende coscienza di ciò che le è proprio, ovvero quando impara ad usare quegli strumenti che sono suoi e di nessun altro, e li impiega in questo grande terreno di gioco e relazione che chiamiamo realtà. Avere coscienza dei propri unici mezzi e del contesto in cui si vive significa forse vivere e non più sopravvivere in balìa degli eventi più o meno negativi, più o meno positivi. La causa dei mali del genere umano è forse questa “schizofrenia” fra rappresentazione personale della realtà e la realtà stessa di un individuo. Avere un’idea sbagliata di sé e di conseguenza una rappresentazione errata del mondo (e viceversa) che ci circonda, equivale a muoversi in un terreno costellato di ostacoli e trabocchetti, avvalendosi di una mappa che non lo rappresenta e dunque non lo prevede. Il linguaggio in questo senso è importante perché permette le cose, le realizza. Il linguaggio permette il confronto con enti diversi da noi, cioè altri soggetti, e permette l’esame e l’organizzazione delle idee nei confronti degli oggetti. Esso è uno strumento e in quanto tale, può essere usato propriamente o impropriamente. Chi ha coscienza del linguaggio può muovere le masse: può installare nelle menti degli incoscienti e non solo, qualsiasi cosa egli voglia. I “giochi” del mondo si fanno attraverso la parola. Sia con il linguaggio verbale o non verbale noi comunichiamo sempre, lanciamo migliaia di messaggi, almeno per chi sa intelleggerli. “Non si può non comunicare” diceva Watzlawick. Ogni cosa viva comunica, ogni cosa inerte comunica (finché c’è un ricevente), tutto il manifesto è segnale di senso e mostra attraverso sé la propria intima realtà che non può non essere equivalente a quella visibile. Ogni cosa è segno e simbolo, ogni cosa vibra di vita; pure la morte. In quanto segno e simbolo, ogni cosa è legata alla sua origine; a ritroso, tutto conduce ad una sola ed unica essenza che si manifesta qui in infinite forme e peculiarità fra loro differenti eppure parte di un TUTTO.
Di ogni cosa vi sono molteplici livelli di comprensione e questo insieme di materiali, si augura di essere un gradino ulteriore di accesso al velo, o per lo meno di coscienza nei confronti di esso per intuirne se non altro, l’oltre, il senso.

svelare – velare – rivelare / evocare – convocare – invocare


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